lunedì 17 ottobre 2011

Camino 2011 - Appunti

Camino 2011 - Appunti flash

2 agosto

A Burgos arrivo alle 19.20. Fame, stanchezza, senso di sporcizia addosso. All'Albergue municipal non c’è posto.  Alle ore 21in nove dormiamo in una palestra comunale. La hall è grande, l'accoglienza più che buona. Il problema per me è sempre lo stesso:
soy un grande roncador, i'm used to schnoring, je ronfle beaucoup, ich schneiche seher…
Mi metto lontanissimo dal gruppo, a più di 50 metri da loro. Niente da fare. Russo e dò fastidio a tutti. Jaime di Pontedera mi dice al mattino quando facciamo la verifica della situazione:
"Mi sembrava che il tuo russare avrebbe fatto cadere giù...il tetto!”.

3 Agosto

Arrivo a san Bol. alle ore 14
L’indomani alle 6.30 sono svegliato dal rumore dell'accumulatore di corrente. Entra in azione solo al mattino, solo per un’ora. Sono fresco come una pasqua. Saluto chi è sveglio e mi avvio sollecito per la mia strada. Il piede va benissimo. Vado di buon ritmo. C’è un freschetto che non disturba. Anzi aiuta ad andare allegramente per la meseta. Fosse sempre così!
A Castrojeritz  bella la chiesa della Collegiata. Bellissima la facciata.

5 agosto

Il Cammino è un'esperienza imprevedibile. Ti arricchisce tanto più quanto meno te l'aspetti. Il tempo fin qui è stato ideale per andare in meseta. Anche il paesaggio in questo tratto di camino è straordinario. Stato d'animo sereno. Sono molto rinfrancato. Clima di vera vacanza.

6 agosto

Festa della Trasfigurazione.
Siamo fortunati. È un caldo mitigato, sopportabilissimo.
Da Fromista a Carreon, sempre in piano. Non è troppo lungo. Gli ultimi km il Cammino è costeggiato da un bel canale. Paesaggio tranquillo e attraente.
Non tutti parlano bene l'inglese ma non ci si preoccupa più di tanto. Si parla e le cose da dire vengono spontanee. Michel mi ha fatto notare la bellezza dell'orizzonte della meseta.

7 agosto

Il volo delle rondinelle o allodole - a decine e decine - è spettacolare. Soprattutto quando vanno per bere (ad una fonte, piscina  o sorgente d'acqua).
Il cammino è duro, come la vita. Ma non si deve cedere a certa tendenza moralizzatrice. Ho visto nel portate di una chiesa (poco prima di Fromista).
NON ERES TU CHE HACES EL CAMINO. ES ELCAMINO CHE HACE TI.
Una frase che andrebbe commentata a dovere.
Il camino è come la vita. È la vita stessa. E come ci sono giorni in cui non si ha voglia di niente, cosi anche nella tappa più facile tutto sembra impossibile. Importanza della decisione intima, da rinnovare, ampliare di andare avanti. È questa la vera sfida, desafio…
La tappa odierna per 17 km prevede solo deserto! Non c’è che un signore che offre bibite, panini, acqua. Non ci sono alberi. Non c’è niente di niente. Solo una piccola area de descanso (ma con pochi alberi e poco ombrosi). A Calzadilla de la Cueza, spazi inadeguati. Trattati come sardine in una scatola. Sarà quasi impossibile dormire.
Tre nidi di rondine incorniciano il sottotetto dell'albergue

8 agosto

Sahagun, albergue municipal. Siamo una 60na di persone.
Caldo sopportabile. Di solito è 27 gradi. Spesso c’è un venticello agradable.
Una signora spagnola mi mostra il libro che sta leggendo: El asistente interior.

9 agosto

Da Sahagun a Burgo Ranero.
Ci sono tanti cammini, tante vie. altrettanto diverse devono essere le soluzioni che si devono approntare ai rispettivi problemi. Nel Camino non sempre si ha percezione del proprio valore, della propria specificità. Spesso si così presi dai propri problemi da dimenticarsi di essere parte di un Tutto. Perciò l'esperienza del camminare aiuta a ritrovare la radice e il fondamento del proprio essere.

10 agosto

Mansilla de la mulas
Non si finisce mai di arricchirsi nello scambio con gli altri. Sempre che sia davvero tale. Anche los hospitaleros di Mesilla de la mulas sono gentili e attivi. Ciò che fanno lo fanno col cuore.
Anche se ognuno cerca di fare spazio (fisico, mentale) agli altri. Alla fine, per lo più, prevale il senso dell'appartenenza a se stessi...alla propria area culturale.

11 agosto

Ieri giornata di gran caldo, già al mattino. Il caldo sembra farci irrigidire nelle nostre proprie posizioni. Eppure, basterebbe poco per star bene insieme.

12 agosto

Sono le 6. Scrivo da più di mezz'ora. Inizia un'altra giornata, una nuova tappa del Camino. Farò di tutto per camminare bene, con frutto. Al meglio.
ore 17 (albergue Villadangos del Paramo)
Sono arrivato alle 12. Non c'era nessuno alla reception. L'addetta avrebbe dovuto essere presente al momento del mio arrivo. Invece è arrivata esattamente 1 ora dopo. Nell’attesa mi servo del bagno e della doccia. Frattanto arrivano tre cinesi, una signora di Parigi, due italiani, tre spagnoli. C’è pure un signore con gli arti artificiali. Me ne accorgo solo quando si toglie i pantaloni.
Comodità/scomodità nel C: un argomento non facile ma realistico. Così  come l'igiene.
Ci sono due russi in bici. Stanno andando in Portogallo e vengono da Milano. Hanno attraversato  tante città. Hanno percorso 2500 km.

13 agosto

Astorga. Albergue de las Servitas.
Il caldo è tornato a farsi sentire. Pare che ne avremo per una settimana.
INFEZIONI e Camino. Sarebbe un miracolo si non si verificassero.
SPORCIZIA. Su un muro nei pressi di Leon una scritta vistosa Peregrinos = basura.
Dialoghi soliti tra pellegrini: Da dove vieni, dove vai? Quanti km hai percorso oggi? Quale è il tuo ritmo abituale? Discussioni ordinarie. tanti modi di dire e di stare insieme. Ogni piccolo atteggiamento e movimento dell'anima (e dei corpi). = l'avventura del camminare.
Ieri sera la ragazza inglese che studia teologia a cena si è fatta il segno della croce.
Ci si deve organizzare almeno 2 volte al giorno. Disfare la mocilla e - cosa ancora più ardua - rimettere tutto a posto per poter ripartire. Possibilmente senza dimenticare nulla. E invece sono tante le cose che si dimenticano. E sono lasciati nei posti dove si passa. Pasta di dentifricio, i calzini, magliette, scarpine, oggetti vari. Alcuni di essi erano stati inseriti nella lista delle cose ritenute indispensabili. Eppure si dimenticano di qua e di là come niente fosse.
Come nel gioco, nel C si rivela la personalità del soggetto. E ci si manifesta per quello che si è. Ma anche per ciò che si vorrebbe essere o non essere. La tentazione di fare marcia indietro, di ascoltare la voce del più facile…Ma chi me lo fa fare? E poi non tutti dobbiamo fare gli eroi…

13 agosto -sera

Quante sofferenze e disturbi per camminare! Rivedo diversi peregrini che avevo perso di vista nei giorni scorsi. La stanchezza dei volti di chi arriva per ultimo ha qualcosa di naturale. E' semplicemente comprensibile. Nonostante tutto non c’è nervosismo. Semmai voglia di andare oltre, ricominciare. Ultreya.  TODO y NADA.
Come siamo fragili! Spesso pensiamo agli altri (e li valutiamo, giudichiamo) dallo schema che ci siamo fatti di loro. Invece, occorre sempre mescolare le carte…
Vivere il tutto nel Frammento. Umanità spezzata, piegata, sofferta, delusa, ammazzata.
Riporto alcune scritte (bagno di Astorga).
Todos los caminos llegan a l'amor
Meglio una fine dolorosa che un dolore senza fine
Cansate o muovete; pero non te pares ahora
Caminante son tus huellas.
SE TU MISMO ESE EL CAMINO
No pain, no glory

14 agosto - San Massimiliano Kolbe

"Godiamo del lusso di poter fare un cammino come questo nel più totale distacco..."(Maria di TO). Sia lei che Paola sono massaggiatrici con esperienza.
Il Camino apre delle prospettive impensabili. E' come una strada larga, immensa. A volte dura, difficile, impervia. Proprio come la vita. Ma bisogna percorrerla.
Bella sorpresa. Uno dei due hospital eri dell'alb. parroqiual-municipal di Foncebadon è sacerdote. È un teologo. Insegna a Salamanca. A suo tempo ha studiato alla Gregoriana. Una persona sulla sessantina, guidata da tanto senso pratico.

15  agosto - festa dell'Assunta

Si parte alle 6,25 dall'Albergue. Occorre la lampada per non inciampare. Ma la luna piena è di grande aiuto. Alle 7,20 si arriva alla croce, Cruz de hierro. Qui spesso i pellegrini depositano una pietra che avrebbero dovuto portare con sè negli ultimi km.
 Meraviglia delle meraviglie. Mi vede un peregrino spagnolo di queste parti che mi aveva visto discendere. L'avevo solo salutato cordialmente, come sono solito. Fa fare marcia indietro alla moglie, alla guida di una Peujot 405. L'auto si ferma. Non ero sicuro che si fosse fermata per me. Stento a crederci. Quest'uomo grande e grosso, oltre 1.85 mt di altezza, dal cuore di carne mi invita a salire. Mi spiega che non è bello entrare a Ponferrata con questo caldo e questo asfalto. Mi portano in città, vicino all'albergue che può ospitare fino a 200 persone.
16 agosto

Giungiamo esausti all’albergue municipal di Villafranca. Tania ed io vi abbiamo preso subito posto. Gli altri due invece, dove sono? Perché non si sono fermati qui? Di certo, andremo a cercarli o ci cercheranno. Ma ora no. E' troppo caldo per muoversi.
La giornata del pellegrino è scandita da un ritmo semplice e ripetitivo. Rifare la mocilla, camminare, sostare, riposare, lavare la biancheria, scrivere gli appunti di viaggio (il 90 % lo fa), preparare il cibo, oziare… Vivere alla giornata. Momento per momento. Queste ultime delle 13 vissute nel Camino sono state tra le ricche e intense. Sotto tanti punti di vista.

17 agosto

In cammino verso O Cebreiro. Mi fermo all'albergo dei tedeschi (90 posti).
Jessica, 28 anni, magra, bellissima. Suona il violino dall'età di tre anni. È australiana, si è stabilita a Londra e viaggia molto. E' stata anche a Bologna. Mostra di sapere il fatto suo. Quanta gente splendida ho conosciuto nel C!
Incontro uno spagnolo con problemi agli arti inferiori (sottilissimi) e con le stampelle. Sta facendo il Cammino? Non ho il coraggio di chiederglielo.

18 agosto (pomeriggio)

Ieri partenza da Triacastella alle 6.30. Direzione Monastero di Samos. Sono affascinato dal silenzio notturno. C’è solo un po’ di luna e il giorno fatica a spuntare.
A Sarrias prendo il bus per Lugo. Faccio il biglietto per Santiago

19 agosto

Giunto a Sant alle 15.30 mi avvio verso il centro. Caldo e ancora caldo.
Mi avvio verso la cattedrale. Grande flusso di gente. Ovunque. Qualche orchestrina di strada. Un ragazzo imita Gandhi. Offro qualche moneta, mi da un bigliettino con una frase del Mahatma. “Vive como si fuera a morir manana. Aprende como si fueras a vivir para siempre” (Mahatma Gandhi). Lo conservo gelosamente.

20 agosto

Conoscenza della cattedrale. Reliquie, abbraccio di Sant., cripta. Il tutto in pochi minuti perché è prima delle 10. Poi spiegazioni audiovisuali, frammenti di notizie di guide. Alla messa delle 12 non c’è stato il famoso botafumero. La chiesa è stracolma di gente. Venti minuti prima dell'inizio riesco a trovare un posto a sedere. La partecipazione dei fedeli non sembra molto convinta. La guida dei canti e dei momenti liturgici però è buona.
Quando tutto si semplifica allora rimane: la luce, l'acqua, l'aria (ma anche il cuore e la mente mi verrebbe da aggiungere)

21 agosto
Mi avvio verso est. Burgos, Zaragoza. Non so dove mi fermerò stanotte e la prossima.

22 agosto

Da Astorga a Leon. Qui treno per Palencia (1,5ora di attesa. Visito la cattedrale. Partenza per Burgos. Mi va tutto piuttosto bene. Alle 15. 30 bus per Logrono. Dormo all’albergue paroquial. Ottima accoglienza. Cena e momento di preghiera guidata dal bravo padre Josè (il parroco).
23 agosto
9.30 bus per Zaragoza. 11,30 bus per aeroporto. Ore 13: aereo per BO. 

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