E' stata condotta un'indagine sui giovani che vivono in coppia, seguendo come criteri il sesso, l'età ed il livello di istruzione. Tra i 21 e i 24 anni un tempo ci si sposava con maggiore frequenza in passato, ora invece non c'e' nessun progetto di coppia, soprattutto per quanto riguarda le coppie che appartengono al ceto alto. Secondo le statistiche, il matrimonio sembra riguardare soprattutto il ceto basso. Tra i 30 e i 34 anni si sposa quasi il 50% degli uomini e il 66% delle donne. Tra i 30 e i 34 anni ha un figlio, solo l'8% delle coppie del nel ceto alto. In questa fascia di età, hanno, invece, un figlio il 28% negli uomini e il 50% nelle donne. Al nord nei contesti urbani è aumentata l'età media in cui si forma la coppia. Negli ultimi anni è anche aumentato il numero di persone che hanno gia' avuto in precedenza un'altra esperienza di vita di coppia. Nell'arco degli ultimi 7 anni è raddoppiato il numero di coppie di conviventi. Il maggior numero di convivenze è legato soprattutto alle donne che hanno una parte attiva nel mercato del lavoro, chi vive al nord e nei grandi centri urbani. Sempre più persone scelgono il matrimonio in chiesa non per motivi legati alla religiosità.
Stiamo vivendo una situazione inedita, una rivoluzione epocale. E' sempre più diffusa la convinzione che non è importante se uno nasce uomo o donna, perchè durante la sua vita si puo scegliere di avere un altro sesso. Stiamo assistendo all'eclissi del padre. Il suo ruolo è quello di separare i figli dalle madri e di gettarli nella responsabilita del sociale. Il padre deve essere un'autorità ed aiutare a mettere ordine. L'autorità aiuta ad affrontare la vita in maniera seria. Il padre deve aiutare i figli a costruire la propria identità, ma questo accade sempre più di rado. La maggior parte dei bulli sono ragazzi che non hanno un padre e cercano una figura autorevole nel gruppo. I ruoli dei genitori si sono trasformati e si va sempre più verso una conflittualità sempre più contenuta. Anche alla luce di ciò i giovani procrastinano sempre di piu il distacco dalla famiglia. Non si esce dalla famiglia perche e' calda e accogliente.
Un altro problema, per quanto riguarda il calo di matrimonio, è quello legato alla concezione del tempo: la vita e' considerata come un eterno presente. La fedelta' e' considerata come adesione all'attimo. Si è sinceri nei confronti del partner anche se lo si tradisce. Il concetto di "per sempre" e' considerato sempre meno importante. La felicita sta nel pensare che l'amore e' per sempre e non per un attimo. Non viene scelto un progetto di vita perche si pensa che c'e sempre tempo per farlo.
Un altro problema e' l'idolatria dell'io. Per tante persone, purtroppo, il partner serve solo per i propri scopi o interessi. In tanti pensano che il matrimonio sia la tomba dell'amore. Si ritiene che la libertà debba gratificare solo il proprio io. Si crede talmente tanto nell'idea dell'amore che si pensa al matrimonio come fosse una gabbia. L'amore non è sentimento, ma volontà. Non bisogna fidarsi dei sentimenti, l'amore ha bisogno di maggiore protezione. Non si vogliono avere legami, perchè l'amore quasi sempre fa soffrire. Proprio per questo tanti ragazzi, per paura di soffrire, non riescono più ad innamorarsi. Si finisce per pensare che si soffre meno se si è liberi di poter amare diverse persone invece che una soltanto. Senza il matrimonio ci si sente liberi. L'errore che viene commesso è quello di cercare la vita solo in sè stessi non negli altri.
Suor Roberta Vinerba, francescana diocesana, ha conseguito il Baccalaureato in Teologia, la Licenza in Sacra Teologia e il dottorato in Sacra Teologia. Direttore della Scuola di Formazione Teologica Leone XIII di Perugia, docente di Morale Sociale e Morale della persona, Docente di Teologia Morale presso l'Istituto Teologico di Assisi, aggregato alla Facoltà di Sacra Teologia della Pontificia Università Lateranense e Docente di Teologia Morale Speciale presso l'I.S.S.R. collegato con l'Università Lateranense. Collabora con emittenti radio del circuito "InBlu" con settimanali e riviste ed è responsabile del Circolo di impegno politico G. La Pira di Perugia. Ha pubblicato tra gli altri: "Se questo è amore. Abc dell'affettività e della sessualità" (Milano, Paoline, 2006), "Fare i padri essere figli" (Milano, Paoline, 2008).
di Mario Guglielmi
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