“UN ISLAM CHIUSO IN SE STESSO, CHE DIVIDE IL MONDO IN FEDELI E INFEDELI”
di Matteo Matzuzzi
“Nel mondo i cristiani sono perseguitati, braccati, privati del lavoro,
imprigionati, torturati, assassinati. Tutti i mezzi sono usati per costringerli
a rinnegare la loro fede, compreso il rituale dello stupro collettivo,
considerato in certi stati come una forma di sanzione penale. Possedere una
Bibbia è diventato un crimine, proibita è la celebrazione del culto, si è
tornati ai tempi delle messe nelle caverne e dei primi martiri”.
A pronunciare queste parole, lo scorso 1 luglio in un incontro sui
cristiani perseguitati organizzato dal parlamento europeo, a Bruxelles, è stato
l’imam di Nîmes, Hocine Drouiche.
L’imam francese ha osservato che tra i principali fattori che spiegano la
persecuzione anti cristiana – “aumentata in tutto il mondo e, in particolare,
nel mondo musulmano” – vi è “un islam politico secondo cui la presenza dei
cristiani nel mondo musulmano non è mai una possibilità. Essa costituisce piuttosto
una minaccia”.
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