Donna e Islam: le vittime deboli della violenza
Il tema è stato al centro di una tavola rotonda organizzata dal Consiglio regionale in collaborazione con il Club Brunelleschi ed il Circolo dei liberi
Firenze: "Il tema dei diritti delle donne, e più in generale degli essere umani, nell'Islam è al centro di giudizi estremamente contrastanti. Per questo, oggi più che mai, chi ha una certa responsabilità ha il dovere di dare un contributo positivo, indipendentemente dal fatto se la questione sia il portare un velo, il referendum svolto in Svizzera, che ha detto no alla costruzione di nuovi minareti, oppure l'ora di religione islamica nelle nostre scuole".
Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Pollina, aprendo i lavori della tavola rotonda sul tema "Le vittime deboli della violenza: donna e Islam tra integrazione ed integralismo", che si è svolta questo pomeriggio
nell'auditorium di Palazzo Panciatichi. L'iniziativa è stata promossa in collaborazione con il Club Brunelleschi ed il Circolo dei liberi. A moderare la tavola rotonda il professor Silvio Calzolari, della facoltà di Teologia dell'Italia centrale e Leonardo Tirabassi, presidente del Circolo dei liberi. Tra i partecipanti Shaykh Pallavicini della Comunità religiosa islamica italiana e Elzir Izzeddin, Imam di Firenze.
Come ha rilevato il vicepresidente Pollina, il tema è al centro di accesi dibattiti. Da un lato, molti sostengono che non è facile parlare di "diritti" delle donne islamiche, dal momento che la maggior parte di loro è priva di quelli più elementari: di parola, di saluto, di avanzamento negli studi e nella carriera, della possibilità rivestire ruoli o incarichi pubblici, di quelli legati all'ambito
familiare e affettivo. Dall'altro lato, altri osservatori sostengono che la donna accede a specifici diritti sociali, perché è qualificata come "entità indipendente", pienamente responsabile delle sue scelte. "Qualche mese fa sconvolse un po' tutti il
caso "Amina" - ha ricordato Pollina - La donna nigeriana condannata alla lapidazione per adulterio e poi, anche a seguito di una fortissima mobilitazione dell'opinione pubblica e istituzionale di molti Paesi, graziata".
"Sono problemi difficili, con donne schiacciate tra un'integrazione mancata ed un ritorno dell'integralismo - ha osservato il senatore del Popolo delle Libertà, Paolo Amato - Dovrebbero interessare il femminismo storico e politico, che invece sembra
occuparsi più delle quote rosa nelle varie liste". "Sono problemi legati alle politiche per l'immigrazione ed al rispetto delle leggi - ha aggiunto - Dobbiamo agevolare l'immigrazione regolare, ma usare molta fermezza con i clandestini".
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