L’idea è quella di fare una raccolta firme per cambiare lo statuto chiedendo di inserire la voce “ L’ACQUA È UN BENE COMUNE NON MERCIFICABILE”
( iniziativa intrapresa da tanntissimi comuni italiani)
Le raccolta firme che consegneremo al commissario prefettizio affinche l’ affidi alla futura amministrazione ha diversi significati:
1. esprimere la propria indignazione
2. tastare l’interesse e la volontà e il punto di vista dei cittadini
3. essere soggetti politici attivi in merito a questione d’interesse collettivo
Dal materiale visionato relativo alla privatzzazione dell’acqua risulta:
• L’acqua rimane pubblica, ma la gestione no in quanto rischia di passare in mano ai privati essendo obbligati a mettere in gara l’offerta del servizio idrico
• Non è in discussione la proprietà dell’acqua che rimane pubbliaca, ma la gestione del servizio idrico cioè qualità e tariffe del servizio
• Non ci sono sufficienti garanzie che il pubblico possa definire paletti sia per la qualità che per le tariffe ( attualmente è già così per le acque minerali che sono pubbliche, ma date in concessione ai privati che stabiliscono i prezzi che vogliono e hanno obblighi di qualità meno stringenti) infatti crediamo che in assenza di regole certe e di strumenti per controllare le tariffe il soggetto privato faccia da padrone
L’unica parte della legge:
1-ter. Tutte le forme di affidamento della gestione del servizio idrico integrato di cui all’articolo 23-bis del citato decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, devono avvenire nel rispetto dei princìpi di autonomia gestionale del soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio.
che garantirebbe al pubblico la definizione dei paletti di cui sopra, contiene una forte contraddizione tra l’autonomia del gestore privato e l’interesse pubblico
Per quanto riguarda poi le tariffe fate voi le vostre considerazioni:
Negli ultimi 10 anni le tariffe sono salite in media del 47%.
Nei Paesi Europei dove la gestione idrica è stata privatizzata 8 FRANCIA GERMANIA OLANDA) dopo anni di aumenti indiscriminati senza possibilità per i Governi nazionali e locali di intervenire si torna alla gestione pubblica( ultima PARIGI dove dall'inizio del 2010 la gestione sarà della società pubblica) .
In ITALIA Prezzo dell'acqua gestione privata
AGRIGENTO 445 EURO La città più cara d'Italia e dove molti giorni alla settimana non arriva acqua nelle case.
AREZZO primo comune a privatizzare il sevizio . 363 Euro la seconda città in assoluto ad avere il costo più alto . Primo Comune ad avere privatizzato
PRATO 352 Euro anche qui il servizio è privato
PISTOIA 352 EURO. Quasi tutta la TOSCANA è in mano ad ACEA gestore privato .
UDITE UDITE: MILANO 106 Euro. E' il prezzo medio che paga un abitante della città di MILANO. Il Comune dove l'acqua costa meno e dove il SERVIZIO E' GESTITO DA UNA SOCIETA' A CAPITALE PUBBLICO COMPLETO.
In merito all’articolo della Voce riporto un commento ad esso
• Monopolio?
Nome: pier Data: 20.11.2009
Correggetemi se sbaglio: (1) L'infrastruttura è pubblica e pubblica rimarrà, ci saranno solo interventi di ammodernamento dove necessari (e questi potrebbero entrare in bolletta); (2) L'infrastruttura di distribuzione è unica e non è nemmeno lontanamente logico e pensabile che se ne faccia un'altra (altre) parallela. Fatte queste premesse, credo sia incontestabile che ci si trovi in una situazione di monopolio: in pratica nel mio paesino/cittadina/città l'acqua la gestisce uno e uno solo, quello che ha vinto la gara. A questo punto nella mia logica se il gestore è monopolistico non può che essere pubblico perché, pur con tutte le critiche del caso (carrozzone inefficente etc..), è l'unico che in monopolio garantisce di tutelare l'interesse pubblico. Il tema è piuttosto creare entità di controllo indipendenti che vadano a indagare dove ci sono sprechi e trovino soluzioni: per esempio chiudendo il carrozzone "che fa acqua da tutte le parti" e assegnando la gestione alla municipalizzata virtuosa del paese vicino.
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